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il demansionamento non implica necessariamente una azione di mobbing

Al fine di esercitare il diritto al risarcimento del danno e   per poter considerare la dequalificazione come  un comportamento finalizzato alla mobizzazione del lavoratore, lo stesso sarà  è tenuto a dimostrare l’esistenza di un intento persecutorio agito da parte del datore di lavoro. (Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 12770/12; depositata il 23 luglio) tratto da  http://www.dirittoegiustizia.it/news/12/0000057965/Demansionamento_non_vuol_dire_mobbing.html

Licenziamenti ed indennità con la riforma del lavoro

Con la nuova riforma del lavoro firmata Elsa Fornero  vengono inseriti alcuni cambiamenti in merito alla questione licenziamento ed impugnazione dello stesso. Un elemento importante è rappresentato dal fatto che,  a differenza di prima, il datore di lavoro sarà tenuto a comunicare sin da  subito, le motivazioni che hanno determinato tale decisione  ribadendo comunque il principio che le motivazioni possono essere sempre quelle relative all'arte 2119  del codice civile ossia giustificati motivo e per quanto stabilito nell'art 7 dello statuto dei lavoratori.  Inoltre, secondo la nuova normativa, sarà più breve il tempo per depositare  il di ricorso.  Qualora il giudice riconosca il  licenziamento come privo di requisiti,   per le aziende  con più di 15 dipendenti  nelle singole unità produttive,  sono previste nuove  conseguenze sanzionatorie. Per le realtà lavorative invece al di sotto di15 persone le sanzioni...

Intenzionalita' nell'attivita vessatoria

Nel maltrattamento all'interno del contesto familiare,non e' necessario, al fine di stabilire il carattere di dolo, che le vessazioni o i maltrattamenti siano perpetuati per lungo tempo o siano definibili come condotte quotidiane. E' quanto ha stabilito la sentenza n 10939 del 21 marzo 2012. Giustificare le proprie condotte e definire come comportamenti sporadici non puo' limitare infatti,il danno alle persone , ai propri familiari. E' sufficiente individuare nel comportamento dell'autore delle vessazioni, di coscienza e volontà di sottoporre la vittima alla condotta offensiva, per rientrare nei parametri penali di reato di maltrattamento in cui si evidenzia" la consapevolezza dell'agente, di persistere nell'attività vessatoria"

Sintomi Post traumatici da stress conseguenti a traumi maxillo facciali

Secondo una ricerca effettuata presso la Divisione di Chirurgia maxillo facciale dell'Ospedale S. Giovanni Battista dell'Università di Torino, circa il 44% dei soggetti (il campione esaminato è comunque piuttosto ridotto), con trauma maxillo faccile,  mostrano sintomi acuti da stress ed il 26%  sintomi dello stress post traumatico. L'equipe psichiatrica che ha curato la ricerca, ha sottoposto il campione, 50 pazienti tra i 18 e i 65 anni,  ad una batteria di test al fine di misurare l'impatto che l'evento traumatico avesse riportato sul loro vissuto.  Gli esiti evidenziati sembrano persistere anche  in seguito ad intervento chirurgico in cui si sia ottenuto  un risultato in termini tecnici, piuttosto soddisfacenti. Infatti, ciò che sembra essere maggiormente colpito in termini psicologici, nei soggetti con trauma facciale, è la percezione soggettiva di sé stessi. Nella riparazione del danno estetico e funzionale, questi aspetti sono da considerarsi come f...

Defusing e Debriefing: la condivisione del vissuto e delle emozioni in seguito ad eventi traumatici

In questi giorni  siamo stati tutti coinvolti più o meno direttamente dal naufragio dell'Isola del Giglio. Attraverso l'occhio delle telecamere, per conoscenza dei luoghi o per diretta esposizione ai fatti, possiamo immaginare che molti di noi abbiano pensato a quel mezzo di trasporto come da evitare per lo meno nell'immediato. Ma per i passeggeri e i familiari l'impatto di quei momenti, e delle ore successive potrebbe essere tale da determinare conseguenze sul vissuto per lungo tempo. Per gestire e ridurre l'impatto che uno stress di tali portate può determinare, vengono utilizzati negli interventi meglio definiti, approcci psicologici che consentano la condivisone degli eventi, dei ricordi e del vissuto. Questi interventi vengono attuati subito dopo l'evento e nelle ore successive in modo tale da dare sostegno alle vittime e sollecitare un senso di sicurezza condivisibile . La tecnica di soccorso che si effettua subito dopo l'evento e che potremmo defin...

Trattamento psicoterapeutico per DPTS

Molto spesso l'esposizione della persona ad un evento traumatico in cui la persona ha percepito in modo netto il rischio e la minaccia della propria morte o della morte di altre persone, si può innestare una reazione di paura intensa , senso di impotenza e di agitazione. Proprio per le caratteristiche così importanti, l'evento non viene facilmente dimenticato e la persona che ne è vittima, ha spesso il ricordo ricorrente e piuttosto vivido di quanto è accaduto. Spesso i ricordi si presentano come veri e propri flashback tanto che il vissuto ed il sentire della persona, si presentano come attuali, accaduti di recente mentre possono essere in realtà, piuttosto lontani nel tempo. E' possibile che la persona abbia la sensazione di rivivere l'esperienza o che si manifestino delle allucinazioni. Poiché spesso, questi fatti sono assoggettati a cause civili e penali molto lunghe nel tempo, i soggetti sembrerebbero sviluppare una vittimizzazione secondaria in cui oltre a vivere...

Lo stress danneggia il nostro cervello?

Secondo il Dott. Bremner , professore associato della University School of Medicine di Atlanta la risposta lampante sarebbe assolutamente si! E' ormai fatto acclarato che lo stress grave e cronico, sia in grado di determinare effetti deleteri sulla funzione cerebrale anche non reversibili. Attraverso diversi studi di neuroimmagine, il professore  ha dimostrato che a carico dell'ippocampo, sede della integrazione mnestica e della corteccia prefrontale, è possibile individuare una serie di danni tali, da spiegare problemi come la dissociazione, le difficoltà emozionali e quelle interpersonali che sono spesso presenti, in soggetti che hanno subito un forte trauma emozionale. Inoltre, in queste persone, sarebbe possible registrare la presenza di una produzione eccessiva di noroadrenalina e di cortisolo. Per quanto riguarda la prima, quantitativi normali consentono alle funzioni cognitive e all'attenzione, di funzionare regolarmente. Nel caso di un trauma, invece, la loro produz...