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Conseguenze psicologiche di un disastro ambientale annunciato

In questi giorni la paura ed il timore della contaminazione dall'amianto è tornata prepotentemente nella nostra quotidianità a seguito dell'incendio che ha coinvolto la Eco X di Pomezia. Tra le altre, una immediata conseguenza è quella del divieto di approvvigionamento delle derrate alimentari nel raggio di 50 Km dal luogo dell'evento fino a nuova disposizione. Il dato più allarmante che emerge è che, nonostante le indicazioni di legge, non sono state fatte delle effettive bonifiche nei contesti di lavoro, realmente efficaci all'eliminazione di qualsiasi tipologia di pericolo che possa coinvolgere queste sostanze. Mi sono già occupata in passato di questo tema ed anche leggendo i vari studi effettuati, emergeva che il rischio si presentava anche in considerazione del fatto che eventuali residui di polveri di amianto venissero mescolate con altre sostante tossiche collegate a lavorazioni attuali, esponendo in questo modo non solo i lavoratori allo stesso rischio d...

Mobbing:si può dimostrare!!

Con la sentenza n. 1442/2016 il Tribunale di Latina, Sez. Lavoro, si è pronunciato in merito alla richiesta  avanzata del mio periziando, sul mobbing subito a suo danno, dall'azienda presso la quale lavorava.  Nella sentenza viene riconosciuto il mobbing quale illecito civile perpetrato dal datore di lavoro in violazione dell'art. 2087 c.c. emergendo di fatto una serie di condotte reiterate nel tempo di carattere persecutorio e "irragionevoli" e tali da causare un danno alla integrità psicofisica del ricorrente. Sono considerati di questa stessa natura, insulti, derisioni e danneggiamenti a cose personali reiterate da parte dei colleghi e generalmente finalizzate all'isolamento dello stesso. Un ruolo importante emerge proprio nella sentenza, delle valutazione medico legale e delle osservazioni presentate attraverso la mia CTP. L'aspetto a mio giudizio estremamente interessante è la considerazione di come nel nesso di causalità in ambito psichiatrico-psicolog...

Lavorare ..stanca

Secondo recenti studi , lavorare più di 39 ore settimanali sarebbe molto dannoso per la salute. Secondo i ricercatori dell'Australian National University per fare una corretta stima delle ore di lavoro massime bisognerebbe tenere in considerazione anche il fatto che alla fine dell'attività lavorativa, generalmente le persone  sono impiegate in una serie di lavori di carattere domestico. Generalmente sono le donne che si caricano di questi impegni, per cui l'effettivo monte ore a carico del sesso femminile sarebbe di molto al di sopra di questa media che invece non tiene conto del sesso dei soggetti esaminati. Si riconferma dunque che il benessere dei lavoratori e delle lavoratrici oltre che in riferimento ad una contesto lavorativo soddisfacente e positivo, debba consentire anche del tempo per potersi prendere cura di sé. Attualmente invece i ritmi serrati e le esigenze delle aziende di avere il maggior profitto possono rappresentare una evidente contraddizione  nei confro...

Il super lavoro e gli effetti sulla salute

Il Lancet ha pubblicato una ricerca che ha coinvolto oltre 600 mila lavoratori europei , americani e australiani, di entrambe i sessi e seguiti per circa otto anni. I risultati ottenuti hanno dimostrato che il rischio di cardiopatie è aumentato del ben 13% per i lavoratori che sono impiegati sul posto di lavoro dalle 55 ore in su settimanali. In questi soggetti il rischio di ictus sarebbe aumentato del 33% rispetto ai colleghi impiegati per circa 35-40 ore settimanali. I dati ottenuti da questa ricerca hanno messo in evidenza come il lavoro protratto per lungo tempo incida sulla probabilità di avere un ictus : orari settimanali fino a 48 ore aumentano il rischio del 10% mentre i turni che prevedono fino a 54 ore settimanali lo aumentano del 27%. Oltre le 55 ore settimanali, l'incidenza arriva fino al 33%. L'aumento dei comportamenti a rischio come la sedentarietà, un regime alimentare sbagliato, abuso di bevande alcoliche. Dunque, l'esposizione costante a stimoli noti come...

Un giorno di ordinaria follia - Imporsi non è negoziare.

http://www.slideshare.net/euosha/healthy-workplaces-manage-stress-32931700

Stress correlato: fantasia o realtà?

Per quanto ancora il tema dello stress lavoro correlato sia considerato una tema astratto e complesso da comprendere nelle sue manifestazioni pratiche all'interno del contesto organizzativo, i dati relativi alle ricerche e alle valutazioni su questo tema , purtroppo definiscono i problema con toni e temi lontani dall'essere solo una questione teorica .  Vediamo alcuni aspetti.  Al primo posto tra i problemi di salute  in Europa troviamo  i disturbi muscoloscheletrici; ma quasi la metà dei lavoratori , percepisce lo stress lavoro-correlato come un fenomeno comune e presente  nel proprio luogo di lavoro.  Questo aspetto spiegherebbe anche un altro dato piuttosto interessante. Il 50-60% del le  giornate lavorative perse, sarebbe da ricondurre proprio alle condizioni nel contesto lavorativo in cui lo stress correlato influisce maggiormente. Inoltre, le assenze causate dallo stress lavoro correlato, sarebbero  più lunghe di quelle derivanti da alt...
Si può veramente motivare l'altro alla partecipazione nella organizzazione? Esistono molte teorie al riguardo e molti corsi e tecniche che si propongono come panacee per le problematiche organizzazioni in cui il capo, raggiunto un certo grado di disperazione, decide di rivolgersi per intervenire sulla leadership. Il passaggio successivo che il datore di lavoro si aspetta è che, con una ricaduta quasi eccezionale, ivari leaders, sappiamo motivare il gruppo. Ma cosa spinge la persona ad essere effettivamente motivata ? In un contesto lavorativo entrano in gioco diversi fattori tra cui la relazione con il lavoro e quella con la organizzazione. Trovare persone che siamo effettivamente motivate significa in prima istanza , in fase di selezione, individuare persone il cui progetto di vita possa coincidere e comunque rispecchiarsi,nella offerta che gli stiamo proponendo. Ormai è acclarato che solo il riconoscimento economico o un particolare incarico da soli, possono non essere di fatto m...

La valutazione del rischio stress correlato : strumenti e semplificazioni

Attraverso la registrazione nel portale Inail, è possibile accedere ed usufruire  degli strumenti utili a realizzare  la valutazione dello stress lavoro correlato  della vostra organizzazione.  Questo consentirà di arricchire la banca dati utile  a disposizione dell'Inail,  e a monitorare le attività valutative, lasciando a disposizione  nell'area riservata,  i dati inseriti per le varie fasi della valutazione, che potranno essere riutilizzati  anche per successive documentazioni. Sul sito l’utente ha a disposizione tutto il percorso metodologico  per effettuare  la valutazione e per gestire il rischio da stress lavoro-correlato . I dati dell'azienda, ed i risultati del questionario, verrano utilizzati da INAIL  Settore Ricerca, Dipartimento Medicina del Lavoro,  in forma anonima ed aggregata, esclusivamente per finalità di ricerca. Per informazioni scrivere una email a:   stressla...

Lavoratrici casalinghe

L'interessante sentenza emessa dal Consiglio di Stato il 10 Settembre di quest'anno n.4618 ha di fatto accorciato le distanze nel riconoscimento dei diritti delle lavoratrici donne sia esse dipendenti che casalinghe. La decisione in questione riguarda il riconoscimento dei permessi per la cura del figlio, concessi al padre in virtù del fatto che la madre, essendo casalinga non ha la possibilità di goderne. In questo senso, l'attività lavorativa della madre, ovvero casalinga,  per la sua tipologia di lavoro caratterizzata da molteplici e differenti compiti, distoglie di fatto l'attenzione delle cure del neonato. La decisione persa dal Consiglio di Stato, mira così a garantire i diritti sanciti dall'art. 31 della Costituzione e a concedere al padre, che può farne richiesta, i permessi per la cura del proprio figlio.

SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO: SGSL

Oggi, se una azienda è decisa ad investire sulla sicurezza e sul benessere del proprio organico, può implementare un sistema di gestione attraverso il quale individuare i criteri di priorità necessari per rendere il proprio modello organizzativo efficiente ed efficace. Dunque non si ragiona più e direi soprattutto, non si gestisce più il “problema sicurezza” in termini di evitare di farsi male, ma l'obiettivo decisamente più amplio e lungimirante, diventa quello di creare un vero e proprio sistema che abbia sui temi di salute e sicurezza, le fondamenta. La condizione dei propri dipendenti diviene gestione dei processi per la salute e sicurezza, accreditandosi come componente integrante della gestione aziendale. Un sistema gestionale di questo tipo, si basa sull'idea del miglioramento continuo caratterizzato da una azione di pianificazione in cui si stabiliscono gli obiettivi, le scadenze e i processi. Il passaggio alla fase attuativa implica un costante controllo ...

SICUREZZA LAVORO: INAIL E CONSORZIO ELIS SCRIVONO LE LINEE GUIDA Sgsl-ar

"Sii Perfetto"

Nell'ambito del 3 Congresso Internazionale del Coaching Psicologico tenutosi in Italia  dalla SCP Italia, è stata presentata una interessante ricerca effettuata su di un piccolo campione di circa 50 professionisti. L'obiettivo è stato quello di individuare i blocchi che in termini comportamentali e di pensiero, possano presentarsi nei contesti organizzativi.   Dalla ricerca è emerso che  nella maggior parte dei casi il modello di comportamento utilizzato fosse traducibile in "Sii perfetto"(Taibi Kalher, 1974).Questo profilo  è molto organizzato, decisamente rigoroso e curioso. Il passaggio però, dagli aspetti funzionali a quelli disfunzionali può essere molto breve e per certi versi, anche traumatico in particolar modo per i propri collaboratori."Sii perfetto" diviene il perfezionista inflessibile che fa del controllo eccessivo, la spinta motivazionale nei confronti degli altri, ottenendo il risultato decisamente contrario: li svaluta costantemente  e n...

Cafone a chi?

Cassazione: ecco quando si può dare del 'cafone'. E quando no Cassazione: cafone a chi? Attenzione a chi apostrofate, rischiate una condanna per calunnia! Ma non sempre. Oltre alla frustrazione sempre più frequente di vivere perennemente sotto assedio e sotto pressione, ecco che dovremo aggiunge al ... Fonte: Studiocataldi.it Url: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_12650.asp

Il lavoro notturno è stressante

Già si sapeva, entrando di fatto nell'elenco dei lavori considerati maggiormente usuranti e che hanno un maggior rischio di determinare stress lavoro correlato. Ma nonostante questo la sentenza di Cassazione, ne ha ribadito la problematicità riconoscendo ad un portiere di notte lo stress correlato. La sentenza 18211 di quest'anno stabilisce che nonostante il lavoratore non ne abbia fatto richiesta, il danno debba essere riconosciuto ugualmente, in virtù della mancanza di tutela alla salute stabilita dalla legge 81/2008. La sentenza cita "in base al principio di ragionevolezza, l'orario di lavoro deve rispettare i limiti della tutela del diritto alla salute". Il portiere in questione per ben 23 anni in un turno di lavoro dalle 21 alle 9 del mattino. Questa condizione di forte stress, ha determinato nel soggetto, l'insorgenza ed il manifestarsi di una sindrome nevrotica ansiosa da stress. La società è stata condannata a pagare un risarcimento del danno biologi...
La percezione che le donne hanno di un evento traumatico, pericolo per la propria esistenza o per le persone che sono accanto a loro, è tale da alterare le risposte di comportamento anche a situazioni percepite come stressanti . E' quanto ha stabilito una ricerca effettuata dall' University of Montreal, in Canada, che ha visto studiare 60 persone sottoposte ogni giorno ad una serie di notizie di incidenti e morti violente, alternandole con anteprime di film senza particolari contenuti impressionanti. Durante la ricerca ai soggetti veniva costantemente misurato il livello di cortisolo. Mentre nel caso degli uomini, il livello rimane pressoché identico, le donne, sembrano essere maggiormente sensibili a tali eventi. Questo dato comunque sembrerebbe rivelare un altro aspetto fondamentale che differenzia i due sessi. Infatti, nonostante le donne, possano essere maggiormente sensibili all'ansia, in generale sono più longeve degli uomini , il che farebbe ipotizzare una certa ca...

Separazioni difficili? andate dallo psicologo

Il presidente dell' EURODAP, la psicoterapeuta Paola Vinciguerra , dopo il caso del bambino di Cittadella, propone un percorso obbligatorio per tutte quelle coppie di genitori che sono in procinto o che abbiano già iniziato il percorso della separazione. In particolar modo la collega sottolinea la responsabilità che i coniugi hanno nei confronti dell'educazione dei figli che non si esaurisce nel dar loro indicazioni di comportamento ma anche corrette spiegazioni di quanto stia avvenendo all'interno della famiglia. Troppo spesso infatti i genitori non si accorgono che le loro azioni sono più che colte dai bambini che vivono con loro e che necessitano a volte, di spiegazioni e di tempo per comprendere i cambiamenti in atto. tratto da www.lasaluteinpillole.it

Risarcimento " iure hereditario"

Gli eredi di un lavoratore portuale, deceduto per mesotelioma pleurico, morte dovuta a malattia professionale in seguito all'inalazione di fibre di amianto, si  sono visti riconoscere con la Sentenza di Cassazione n.17092 dell' 8 Ottobre 2012, non solo il danno per la morte del padre, ma anche il risarcimento "iure hereditario", danno morale, esistenziale e biologico. In questa sentenza viene evidenziata la trasmissibilità agli eredi, del diritto al risarcimento del danno non patrimoniale da lesione all'integrità psicofisica. Nella sentenza si è ricordato come sia fondamentale considerare il "danno da sofferenza psichica e morale" subito dalla persona danneggiata che è inoltre consapevole dell'esito letale della propria condizione. tratto da www.studiocataldi.it