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Il super lavoro e gli effetti sulla salute

Il Lancet ha pubblicato una ricerca che ha coinvolto oltre 600 mila lavoratori europei , americani e australiani, di entrambe i sessi e seguiti per circa otto anni. I risultati ottenuti hanno dimostrato che il rischio di cardiopatie è aumentato del ben 13% per i lavoratori che sono impiegati sul posto di lavoro dalle 55 ore in su settimanali. In questi soggetti il rischio di ictus sarebbe aumentato del 33% rispetto ai colleghi impiegati per circa 35-40 ore settimanali. I dati ottenuti da questa ricerca hanno messo in evidenza come il lavoro protratto per lungo tempo incida sulla probabilità di avere un ictus : orari settimanali fino a 48 ore aumentano il rischio del 10% mentre i turni che prevedono fino a 54 ore settimanali lo aumentano del 27%. Oltre le 55 ore settimanali, l'incidenza arriva fino al 33%.
L'aumento dei comportamenti a rischio come la sedentarietà, un regime alimentare sbagliato, abuso di bevande alcoliche. Dunque, l'esposizione costante a stimoli noti come negativi, i cossi detti trigger, contribuisce a predisporre una condizione peggiorativa della salute dei lavoratori. . Dalla ricerca emergerebbe che i soggetti  maggiormente esposti al super lavoro, i workaholic,  sono quelli turchi  che lavorano in media,  più di 50 ore settimanali ( 43%), a differenza dell'Olanda , fanalino di coda della classifica, in cui le ore di lavoro prestate settimanalmente, rappresentano la condizione ottimale per i lavoratori.
L'articolo è visionabile su www.thelancet.com.
http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(15)60295-1

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