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Visualizzazione dei post da luglio, 2012

il demansionamento non implica necessariamente una azione di mobbing

Al fine di esercitare il diritto al risarcimento del danno e   per poter considerare la dequalificazione come  un comportamento finalizzato alla mobizzazione del lavoratore, lo stesso sarà  è tenuto a dimostrare l’esistenza di un intento persecutorio agito da parte del datore di lavoro. (Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 12770/12; depositata il 23 luglio) tratto da  http://www.dirittoegiustizia.it/news/12/0000057965/Demansionamento_non_vuol_dire_mobbing.html

Licenziamenti ed indennità con la riforma del lavoro

Con la nuova riforma del lavoro firmata Elsa Fornero  vengono inseriti alcuni cambiamenti in merito alla questione licenziamento ed impugnazione dello stesso. Un elemento importante è rappresentato dal fatto che,  a differenza di prima, il datore di lavoro sarà tenuto a comunicare sin da  subito, le motivazioni che hanno determinato tale decisione  ribadendo comunque il principio che le motivazioni possono essere sempre quelle relative all'arte 2119  del codice civile ossia giustificati motivo e per quanto stabilito nell'art 7 dello statuto dei lavoratori.  Inoltre, secondo la nuova normativa, sarà più breve il tempo per depositare  il di ricorso.  Qualora il giudice riconosca il  licenziamento come privo di requisiti,   per le aziende  con più di 15 dipendenti  nelle singole unità produttive,  sono previste nuove  conseguenze sanzionatorie. Per le realtà lavorative invece al di sotto di15 persone le sanzioni...