Nel maltrattamento all'interno del contesto familiare,non e' necessario, al fine di stabilire il carattere di dolo, che le vessazioni o i maltrattamenti siano perpetuati per lungo tempo o siano definibili come condotte quotidiane. E' quanto ha stabilito la sentenza n 10939 del 21 marzo 2012. Giustificare le proprie condotte e definire come comportamenti sporadici non puo' limitare infatti,il danno alle persone , ai propri familiari. E' sufficiente individuare nel comportamento dell'autore delle vessazioni, di coscienza e volontà di sottoporre la vittima alla condotta offensiva, per rientrare nei parametri penali di reato di maltrattamento in cui si evidenzia" la consapevolezza dell'agente, di persistere nell'attività vessatoria"